Bar – Il costo nascosto di una pulizia sciatta
Il cliente si alza, il tavolo si libera e, dopo pochi secondi, un impiegato in giacca e cravatta si siede per consumare il suo pasto veloce. Se in quel preciso istante il cameriere si limita a un passaggio sbrigativo con una spugna già satura, lasciando aloni lucidi, briciole negli angoli o, peggio ancora, quella fastidiosa sensazione di superficie appiccicosa, il danno è fatto.
Sai cosa hai fatto?
Hai appena innescato una bomba a orologeria per la reputazione del tuo locale.
Il profilo di chi frequenta il tuo bar durante il break di metà giornata è estremamente esigente. Il cliente sta fuggendo da una mattinata di stress in ufficio e desidera staccare la spina in un ambiente confortevole. I residui della sosta di uno sconosciuto non sono confortevoli!
La pulizia approssimativa attiva nel cervello del consumatore un cortocircuito logico letale: “Se trattano così la sala, che è sotto gli occhi di tutti, come gestiranno la cucina che è nascosta?”. Bastano una macchia di pomodoro sfuggita sul bordo o l’odore sgradevole di un panno umido non igienizzato per compromettere l’intera esperienza gastronomica. Puoi servire il piatto più gourmet e bilanciato del quartiere, ma se il supporto su cui poggia comunica sciatteria, il valore percepito crolla a zero.
Come sai, di questi tempi il passaparola negativo non viaggia più solo di bocca in bocca, ma si amplifica alla velocità di un clic. Un tavolo pulito male è uno dei motivi principali che spingono un cliente insoddisfatto a estrarre lo smartphone per lasciare una recensione al vetriolo su Google o TripAdvisor, spesso accompagnata da una foto ravvicinata del dettaglio incriminato.
Vietato giustificarsi
La giustificazione del “siamo pieni e dobbiamo correre” non funziona. La gestione della rotazione deve trasformarsi in una procedura scientifica e rigorosa, capace di unire la massima rapidità a un risultato impeccabile. Elimina una volta per tutte quei panni spugna multiuso che si trasformano in brevissimo tempo in ricettacoli di batteri e cattivi odori. Adotta panni in microfibra differenziati per codice colore oppure, ancora meglio per la velocità del bar, rotoli di carta monouso ad alta resistenza abbinati a un detergente igienizzante a rapida evaporazione. Lo spruzzo deve essere generoso, l’asciugatura totale. Il tavolo deve presentarsi asciutto, profumato e otticamente perfetto. Il tuo gruppo di lavoro deve comprendere che sparecchiare e igienizzare sono due azioni distinte. Il tavolo non è pronto quando è vuoto, ma solo quando è stato sanificato e riassettato.
Pensi di avere ancora molto da imparare da questo punto di vista? Prenota per settembre un appuntamento con Chef Ruggero De Lazzari di Ristopiù Lombardia: ti aiuterà a far svoltare davvero il locale e non solo in pausa pranzo. Chiama l’assistente personale al numero 0362 5839221.




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